Collezionisti di tasse

In Società

Longanesi disse, qualche mese o anno prima del decesso:

I due partiti (cattolici e comunisti) che non avevano fatto l’Italia, ora la tengono in condominio

L’Italia, fondata dai liberali di Cavour, oggi è uno dei paesi con più tasse in Europa. Quando Longanesi disse la citazione sopracitata, era l’epoca più ingenua per l’Italia e gli italiani. Era l’epoca in cui stavamo vivendo il Boom Economico, un momento nato spontaneamente.

Ma i cattolici e socialisti, da sempre invidiosi della ricchezza altrui, ritenevano che quel boom economico, proprio perché spontaneo, si sviluppò in modo caotico. Non fu una ricchezza eguale per tutti, ma che si distribuì poco e male.

Quindi se il Boom Economico poteva essere il punto di partenza straordinario per l’Italia, dagli ambienti socialisti e cattolici nacque il culto per la redistribuzione dei redditi. La ricchezza deve essere redistribuita, ogni qualvolta sia possibile.

Il messaggio era chiaro: “il privato cittadino non deve avere la possibilità di arricchirsi, perché quella ricchezza deve essere messa a servizio della collettività”.

Il risultato fu che dagli anni cinquanta ad oggi, non solo siamo uno dei paesi più tassati d’Europa, ma chi ha governato (e chi governa) è riuscito a sviluppare una mole incredibile di tasse. Da anni si parla, senza risultati soddisfacenti, delle oltre 100 tasse che paga il cittadino italiano. Il paradosso è che soltanto 10 di queste tasse sono nate per la redistribuzione della ricchezza. Redistribuzione fino ad un certo punto, direi, se consideriamo che queste 10 tasse, non solo hanno più di una scadenza nel corso dell’anno, ma prevedono un folle prelievo di soldi.

Non si tratta solo di IRPEF e di IVA, che sono le principale imposte del sistema fiscale italiano, ma di imposte come IRES, IRAP, IMPOSTA SUGLI OLI MINERALI.

Ma non finisce qui. In Italia ci sono 100 tipi di tasse:
– Abbiamo cinque tipi differenti di addizionali;
– Il Bollo Auto e il Canone RAI;
Sette tipi differenti di diritti altrui da pagare;
Circa 60 imposte su qualsiasi cosa vi venga in mente (catastale, ipotecaria, patenti, assicurazioni RCauto, birra, lotto e lotterie, totocalcio, tabacchi, gas incondensabili, immobili all’estero, benzina per autotrazione.
– Anche circa 15 tasse per svariati generi.

Come dire, oltre al torto pure la beffa. Non solo veniamo derubati, ma esistono anche delle imposte o tasse nate con l’unico scopo di impedire l’accumulo di ricchezza di chi investe in alcuni settori.

Ma, a quanto pare, non ci sono buone intenzioni per il futuro. L’impressione è che si voglia coprire sotto il tappeto le gravi conseguenze del sistema fiscale italiano, piuttosto che intervenire sulle cause del problema. Preferiscono la pace fiscale e il condono edilizio, piuttosto che eliminare la montagna di tasse che incentivano l’evasione e l’abusivismo.

Le tasse non daranno mai ricchezza al prossimo, a meno che non si voglia assumere milioni di persone nei posti pubblici. Che io sappia, l’unico strumento che si è rivelato vincente per lo Stato, è stato quello delle assunzioni pubbliche. Dagli anni sessanta ad oggi, la ricchezza di costoro è cresciuta in modo straordinario. Peccato però che tutto ciò ha contribuito a produrre deficit, ulteriore spesa pubblica e nuove tasse per i cittadini.

Altro che redistribuzione della ricchezza. L’Italia ama collezionare tasse. Magari, chissà, un domani avremo tasse per finanziare il reddito di cittadinanza, per finanziare la pace fiscale, per finanziare nuove assunzioni nei luoghi pubblici. Se oggi ne contiamo circa 100, perché non lavoriamo per raggiungere la quota delle 200 tasse?

Dall’altronde, secondo loro, chi ha un reddito deve essere spolpato economicamente.

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