Terremotati: vuoto argomento di una politica statalista

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Qualunque cosa si faccia, state sicuri che qualcuno risponderà “e i terremotati?“.

Che sia un’opera pubblica non gradita, un sostegno, anche privato, agli immigrati o un’azione di volontariato, ci sarà sempre qualcuno che commenta “e nel mentre i terremotati sono nelle tende!”

Eppure nessun politico tira fuori soluzioni per i terremotati. Sono semplicemente usati come carne da macello elettorale per aizzare contro la gestione del fenomeno migratorio. Ma, diciamocelo, trovare soluzioni in un Paese statalista come l’Italia è difficile.

Ciò che vorrebbero in molti è che lo Stato ricostruisca tutto a spese sue, incluse magari le case abusive. Al fine pratico, comunque, di solito si traduce in un contributo per la ricostruzione, variabile in base al tipo di danno e al tipo di casa (prima o seconda).

Ma si potrebbe fare di meglio. Ossia, limitare lo Stato al ruolo di legislatore e di soccorritore, senza che vengano usati troppi fondi di fiscalità generale.

In sostanza lo Stato dovrebbe semplicemente obbligare chi ha una casa ad assicurarla e, quando possibile, adeguarla in modo antisismico. L’assicurazione, ovviamente, varierebbe a seconda del rischio sismico e si può anche immaginare un contributo per chi ha difficoltà.

In caso di terremoto lo Stato muoverebbe la protezione civile: chi si trova senza casa verrebbe provvisoriamente sistemato in strutture dignitose, come casette, case in affitto o alberghi. È anche possibile immaginare che l’assicurazione possa avere un ruolo in questo, ad esempio dando un contributo per l’affitto da aggiungere a quello statale.

Il terremotato avrebbe, dunque, la possibilità poi di scegliere: in caso di danni riparabili potrà rimediarvi e tornare nella sua casa, in caso di danni gravi potrà attendere una ricostruzione o incassare dall’assicurazione e comperare una nuova casa.

E le case popolari? Beh, con il nostro sistema a voucher il problema non esisterebbe: semplicemente il proprietario della casa avrà, prima o dopo, il risarcimento assicurativo e nel mentre l’inquilino potrà cambiare casa pagandola sempre col voucher.

Ovviamente lo Stato può usare anche alcuni dei suoi poteri coercitivi, ad esempio, per defiscalizzare o per sospendere i mutui delle case terremotate.

Ma è semplicemente assurdo, in un Paese sismico come l’Italia, affidarsi al caso. È folle e oserei dire criminale.

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