Guida allo statalismo: rendere gratuito un servizio privato

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Nel suo discorso per chiedere la fiducia alla Camera dei deputati, l’ex e futuro premier Giuseppe Conte ha indicato quale sarà il primo provvedimento del suo nuovo governo.

“Questo Governo, come prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi si adopererà con le regioni per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili nido e micro nidi“.

Per chi non lo sapesse (come me prima che scrivessi l’articolo), i micro nido sono degli asili gestiti in casa (di solito da mamme) con pochi bambini.

Quando ho sentito questa proposta, mi è sembrata subito una mossa per ottenere dei consensi a discapito del primo competitor del governo.

Fu appunto l’ex Ministro Salvini per primo a promettere che, appena al governo, avrebbe reso gratuiti tutti gli asili nido per rilanciare la natalità, quasi sempre aggiungendo che li avrebbe pagati legalizzando e tassando la prostituzione (https://www.youtube.com/watch?v=nP0TomB2NuA qui però non fa riferimento alla prostituzione, ma fidatevi della mia memoria).

Oltre a questo, la proposta rimane: poco sensata, fuori luogo e da Statalisti.

E’ fuori luogo perchè la demografia non può essere trattata come emergenza (la demografia è un grave problema) e affrontata con interventi improvvisamente prioritari, soprattutto quando c’è una legge di bilancio alle porte che sarà una lotta continua fra le due parti di governo.

Anche se venisse approvata una legge/norma per i nidi gratis entro quest’anno, questa avrebbe effetto solo per l’anno “scolastico” 20/21.

Ho scritto “anche se” dato che la scuola e il sociale sono di competenza regionale (come ha dichiarato anche Conte) e perciò bisogna trovare accordi con 20 regioni, appartenenti a schieramenti sia di centrosinistra che a quelli più problematici di centrodestra, i quali non esiteranno a bisticciare col governo. Non mi azzarderei a dire che ce la faranno neppure entro l’anno.

Questa proposta poi è da tifosi dello statalismo; se infatti leggete tra le righe del discorso di Conte lui dice di voler “azzerare totalmente le rette”.

Ovviamente non si possono azzerrare le rette di una azienda privata (e pagare completamente rette a istituti privati mi sembra assai difficile per rischi di ruberie o altro), e dato che i poveri non possono, neanche volendo, scaricare gli onorari di competenza attraverso deduzioni ad hoc – perchè hanno redditi troppo bassi – quello che Conte sottointende è che le rette saranno quelle di asili pubblici (percui nemmeno i micro nidi di cui ha parlato).

Ora immaginate asili gestiti da comuni, regolate dalle regioni e finanziate dallo Stato. Cosa potrebbe andare storto?

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