Due misure dementi contro l’evasione fiscale

In Attualità, Economia

Nella Legge di Bilancio 2020 verranno inseriti (“salvo intese”) 2 misure per contrastare l’evasione fiscale, la causa di tutti i problemi italiani da 2 mesi a questa parte; l’anno scorso invece si facevano Pace Fiscale/condono e l’estensione dei regimi dei minimi che era un assist all’evasione delle partite IVA. (approfondimento qui)

La prima misura è l’abbassamento del limite al contante da 3000€ a 2000€. Il governo (e non solo) è convinto che così le persone saranno più spinte a usare pagamenti tracciabili e costringendo i venditori ad emettere fatture. Vediamo come questo sia assolutamente ridicolo.

Esempio: X vuole comprare da Y un servizio per 10000€ ma ha solo contanti, la transazione non avviene. Se non ci fosse il limite al contante Y potrebbe vendere il servizio e poi decidere insieme a Y se fare scontrino o fattura.

Cosa può fare invece fare Y con il limite al contante?

  1. Vendere il servizio e fare 5 scontrini da 2000€ per permettere a X di pagare in contanti
  2. Sbattersene altamente e fare tutto in nero (la misura contro l’evasione si è dimostrata pro-evasione)

Se Y esegue l’opzione 2, dato che la transazione è irrintracciabile, semplicemente non verrà punito per aver violato il limite del contante.

Una transazione in nero verrà comunque preferita a quella legale, nonostante qualsiasi limite immaginabile al contante. Non basta l’esistenza di una norma per far sì che i comportamenti delle persone si adattino ad essa.

I movimenti del contante sono di natura potenzialmente irrintracciabili, pensare che si possa mettere un limite che impedisca il pagamento superata una certa soglia è semplicemente ridicolo.

La seconda misura, non ancora definita esattamente, è un incentivo ai pagamenti elettronici nei settori ad alta evasione. Questa sarebbe una misura per innescare il celeberrimo “contrasto di interessi” per far emergere l’economia sommersa. Con il contrasto di interessi una parte dovrebbe spingere per farsi fare una fattura per ottenere dei benefici. Spiego perché questa proposta è lunare nella vendita ad un consumatore.

Mettiamo ad esempio che lo Stato restituisca (in un modo o nell’altro è quasi indifferente) il 10% della transazione pagata con mezzi elettronici/rintracciabili.

L’idraulico viene a casa vostra e vi propone 100 senza fattura e 122 con fattura scontandovi, quindi, soltanto l’IVA. È evidente come, nonostante l’incentivo, rimarrebbe conveniente pagare in nero. Forse a richiedere la fattura ci sarà qualche consumatore in più perché diverrebbe meno conveniente evadere, ma è tutto da dimostrare che per le casse dello Stato sia un’operazione a saldo positivo.

Mettiamo ora che lo Stato restituisca l’intera IVA. L’idraulico nei 122 non paga solo l’IVA, sui 100 € di ricavo netto ci paga le tasse sul reddito. Ipotizzando un’aliquota sul suo reddito del 20%, l’idraulico potrebbe offrirvi 90 (a lui converrebbe in quanto il suo guadagno sarebbe 80 al netto della tassazione calcolata su 100) e a voi converrebbe rispetto ai 100 al netto del rimborso.

Potremmo andare avanti ad aumentare il rimborso, ma rimarrebbe sempre conveniente non fatturare ed imboccare la strada del nero.

Piccola postilla a proposito del limite al contante. Il Professore Cottarelli (che stimo e di cui ho grande simpatia) ha pubblicato questo post a favore del limite al contante.

Se vuole rispondere alle mie argomentazioni sull’inutilità di questa misura saremo felici di riceverle.

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