L’unico colpo di stato è stato quello tentato da Evo Morales

In Attualità

Negli ultimi giorni in Bolivia si sono tenute proteste serratissime in tutto il paese. Proteste così forti, che hanno portato alla destituzione manu militari del governo di Evo Morales, il capo del MAS (movimiento al socialismo), e presidente della Bolivia negli ultimi 13 anni, il quale è addirittura dovuto scappare in Messico per evitare l’arresto.

Gran parte della sinistra italiana ed internazionale non si è fatta attendere, chiamando immediatamente al golpe militare.

Ma è davvero la destituzione di Evo Morales un atto di golpismo?

Vi diciamo da subito di no.

Possiamo anzi concludere, che l’unico tentativo di colpo di stato è stato quello perpetrato senza successo dallo stesso Evo Morales.

Riportando le parole di Luis Almagro, segretario generale della OEA:

In Bolivia c’è stato un colpo di stato, quando una frode elettorale ha dato la vittoria ad Evo Morales al primo turno.

La deposizione dell’ormai ex presidente della Bolivia invece, è stato un atto assolutamente legittimo. Di seguito vi spiegheremo il perché.

Partiamo dall’inizio, perché ci sono state contestazioni in Bolivia?

Il motivo delle contestazioni è da ricercarsi in parte nelle controverse elezioni tenutesi lo scorso 20 Ottobre, che hanno visto come “vincitore” l’attuale presidente, il quale aveva superato il candidato dell’opposizione Carlos Mesa, con una differenza di 11 punti, e quindi con appena un punto di scarto necessario per evitare il secondo turno.

Proprio in questi giorni, la OEA (Organizacion de los Estados Americanos), l’organizzazione intergovernativa che si è occupata dell’auditing delle elezioni in Bolivia, e uno dei principali forum di politica e di dialogo multilaterale del Sud America, ha finalizzato il report nel quale hanno analizzato l’andamento e la trasparenza del processo elettorale Boliviano. I risultati sono stati purtroppo scioccanti. L’analisi integrale la potete trovare di seguito (in lingua spagnola): http://www.oas.org/documents/spa/press/Informe-Auditoria-Bolivia-2019.pdf

I punti principali del report

Gli analisti della OEA, per comprovare la bontà dei risultati delle elezioni Boliviane, hanno analizzato quattro aree del processo elettorale, ossia:

  1. L’autenticità e l’affidabilità degli scrutini;
  2. Il sistema di trasmissione dei dati elettorali;
  3. Il piano di custodia del materiale elettorale;
  4. Il flusso del caricamento dei dati elettorali preliminari e il computo ufficiale.

Dallo studio si evincono criticità importanti in tutte e quattro le aree analizzate.

In primis, si è stabilito che il TREP, il sistema di trasmissione dei risultati elettorali usato durante le elezioni, ha subito importanti alterazioni.

In secondo luogo, è stata accertata la presenza di firme e scrutini falsificati.

In terzo luogo, le condizioni di custodia dei risultati elettorali sono risultate inadeguate.

Infine, l’analisi statistica della trasmissione dell’ultimo 5% dei voti, ha indicato una distribuzione anomala, con un incremento notevole a favore del MAS, determinante proprio per ottenere quel punto necessario per evitare il secondo turno.

Dopo il rilascio di questo rapporto, Luis Almagro, ha dichiarato:

In virtù della gravità delle accuse e dell’analisi del processo elettorale che ci è stata trasmessa dal gruppo di osservatori, dobbiamo concludere che le elezioni celebrate il 20 Ottobre scorso devono essere annullate e che il processo elettorale deve cominciare nuovamente.

La OEA aveva iniziato quest’analisi in modo assolutamente legittimo e in totale accordo con il governo di Evo Morales, il quale si era anche impegnato a rispettarne il verdetto. Per questo motivo, e anche a causa delle asprissime proteste, alle quali si era aggiunta gran parte della polizia nazionale, il Presidente Evo Morales, si è visto costretto a chiedere nuove elezioni, ammettendo in modo indiretto la frode elettorale.

Come detto però, questa è solo una motivazione parziale delle proteste di questi giorni, le quali sono le ultime e le più sentite, di una lunga serie.

I comportamenti antidemocratici infatti, sono stati una costante durante tutto il governo di Morales. Sono ormai anni che la sua candidatura presidenziale viene questionata sia dall’opposizione che dall’opinione pubblica. Questo perché la costituzione Boliviana, non permetterebbe ad un presidente di essere eletto più di due volte.

Per aggirare questo ostacolo, e farsi eleggere per la quarta volta (si avete letto bene), Evo ne ha davvero combinate di tutti i colori in questi anni. Vediamo di seguito i due episodi più significativi in questo senso.

Il mandato presidenziale che non contava

Nel 2008, in Bolivia, il governo nella figura del presidente Evo Morales iniziò un processo di riforma costituzionale molto esteso, con lo scopo di “rifondare il paese”.

La redazione della nuova carta magna trovò però moltissime opposizioni, soprattutto per la volontà del governo di estendere il numero di mandati presidenziali.

Dopo lunghe negoziazioni e proteste violente per le strade, la nuova costituzione fu accettata dall’opposizione avendo accordato di mantenere il numero di mandati presidenziali a due.

In poche parole, Morales modificò la costituzione in modo che il limite dei mandati concessi per un presidente non potesse superare il numero di 2, egli stesso avrebbe avuto la possibilità di presentarsi una sola volta in più alle elezioni, finendo il suo mandato al massimo nel 2014. A detta dello stesso Evo, dopo quel mandato egli sarebbe tornato a casa “a curare le sue piantagioni di coca”.

Proprio per questo motivo, la nuova costituzione Boliviana esplicitava che il primo governo di Morales fosse quello che andava dal 2006 al 2010. Nonostante ciò, a metà del secondo periodo presidenziale, gran parte del governo cominciò a questionare la validità di questa clausola. Questo poiché, a detta loro, il primo mandato di Morales fu esercitato durante la vecchia costituzione e quindi durante un vecchio ordinamento giuridico.

Questo escamotage permise ad Evo di presentarsi nuovamente alle elezioni nel 2014.

La sconfitta nel referendum del 2016 e la sentenza della corte costituzionale

Dopo anni di grandi consensi ed elezioni vinte con ampi margini, Evo Morales, sicuro di vincere anche stavolta, decise d’infischiarsene nuovamente della costituzione, e ricorrere ad un referendum popolare per chiedere la possibilità di un quarto mandato.

Con grande sorpresa del governo, il no al quarto mandato vinse con un margine ristrettissimo, 51% a 49%.

Dopo la sconfitta, iniziarono le pressioni dei gruppi pro Evo, i quali chiesero a gran voce di ritenere nullo il risultato del referendum.

A questo fine, optarono per ricorrere al tribunale costituzionale, il quale formato principalmente da giudici eletti direttamente dallo stesso Morales, sentenziò a favore del governo. Grazie a questa decisione molto controversa, e senza rispettare il voto popolare, quest’anno Evo Morales si è ricandidato per la quarta volta alle elezioni presidenziali Boliviane.

È stato quindi un golpe militare quello accaduto in Bolivia?

Alla luce delle chiara frode delle ultime elezioni e dell’attitudine antidemocratica mostrata da Evo Morales durante tutti questi anni, possiamo asserire senza troppi indugi che la decisione delle forze armate Boliviane d’intervenire e di richiedere la deposizione dell’attuale presidente sia stata oltre modo ragionevole e giustificata.

Dopo la tentata frode elettorale, dare la possibilità ad Evo di presentarsi a nuove elezioni non avrebbe avuto senso, poiché la legittimità delle nuove votazioni sarebbe stata assolutamente nulla.

Inoltre, come ci hanno insegnato esperienze similari in Sud America, come ad esempio quella di Nicolas Maduro in Venezuela, la reazione delle forze militari Boliviane appare oltremodo lodevole.

Nel caso di Maduro, il potere del suo regime si mantiene solo ed esclusivamente grazie al controllo sull’esercito, il quale gli permette esercitare una repressione fortissima sulla popolazione. Per questo motivo, la decisione dell’esercito Boliviano di schierarsi dal lato della popolazione civile, e di evitare l’instaurazione di una dittatura in stile Venezuelano, pare ancora più coraggiosa e potente.

Possiamo quindi concludere che se un tentativo di golpe c’è stato, quello lo ha portato avanti Evo Morales, il quale ad oggi pare essere stato giustamente destituito e sconfitto.

Fonti:

https://www.notimerica.com/politica/noticia-bolivia-oea-llama-repeticion-elecciones-bolivia-20191110102037.html

https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-42159445

https://www.oas.org/es/centro_noticias/comunicado_prensa.asp?sCodigo=C-099/19

https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-50369434

https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-49926169

https://elpais.com/internacional/2019/11/12/actualidad/1573597270_205659.html

Recent Posts
Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text. captcha txt

Inizia a scrivere e premi Enter per cercare