Basta! Difendiamo lo Stato di diritto da chi vuole stuprarlo

In Attualità, Politica, Società

Sentiamo spesso frasi del tipo “bisogna credere sempre a chi denuncia uno stupro”. Nessuno si rende conto della gravità di queste parole.

Se non credete a me, provate a chiedere a questo povero signore che è restato in carcere un anno per una falsa denuncia. Vi dirò, se fossero state applicate le basi di uno Stato di diritto ciò non sarebbe accaduto.

Per prima cosa, bisogna ricordare che l’onere della prova dovrebbe spettare all’accusa. In questo caso non esistevano prove, se non una fumosa dichiarazione.

Qui passiamo al secondo punto: la custodia cautelare dovrebbe essere una extrema ratio quando ci sono gravi indizi di colpevolezza, rischio di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato. Un reato che non è mai avvenuto, quindi viene da chiedersi quali gravi indizi esistessero tali da giustificare la custodia. Tutto ciò deriva da un principio base dello Stato di diritto: l’innocenza fino a prova contraria.

Al Collegio Giudicante è scattato subito un allarme. Viene da chiedersi, quindi, cos’abbia portato il PM a chiedere sette anni di prigione e il GIP ad accordare un anno di prigione preventiva. So di rischiare una denuncia per l’assolutamente non fascista reato di vilipendio, ma le cose sono due:

  • O non hanno le capacità logiche minime, e in tal caso non devono avere in mano la vita delle persone
  • O agiscono con leggerezza, e in tal caso, oltre a non dover aver in mano la vita delle persone, devono essere sanzionati

Ma, magia, in Italia la magistratura è autonoma! Non si può licenziare un PM o un GIP palesemente inadatto al ruolo, al massimo può ricevere una leggerissima sanzione interna.

Quindi, è assodato, i magistrati non pagheranno, nemmeno in termini economici poiché la responsabilità civile è limitata. La falsa denunciante? Rischia certamente un processo per calunnia e di dover risarcire una parte dei danni ma, molto probabilmente, il più lo pagheremo noi, contribuenti, in termini di risarcimenti per ingiusta detenzione. In sostanza, non solo dobbiamo pagare una macchina burocratica che non funziona, ma dobbiamo anche risarcire i suoi danni.

Inoltre, le false denunce hanno anche la conseguenza di sminuire quelle vere e di aumentare il carico di lavoro delle autorità, oltre a danneggiare l’immagine del sistema giudiziario quando si concretizza in errori. In questo, si mostra palese il limite del reato di calunnia, poiché ha poco senso che vi siano le stesse condizioni per chi denuncia un falso furto di galline per creare grane al vicino e chi denuncia un falso stupro mandando in galera per un anno una persona.

Detto questo, è ovvio che essendo garantisti delle vere violenze sessuali resteranno impunite. Ma è uno dei principi alla base del diritto, quello per cui “in dubbio si giudica a favore del reo”. In un Paese civile un innocente in carcere è più odioso di un colpevole libero. Il primo è un abuso, il secondo una mancanza.

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